Cass. Civ., Sez. VI – 1, ordinanza 12 dicembre 2016, n. 25643 (Pres.
Dogliotti, rel. Bisogni)
Protezione internazionale – Donna richiedente esposta al
rischio di un matrimonio forzato – Protezione sussidiaria –
Sussiste
Nel giudizio di protezione internazionale, ove la relativa
questione sia stata allegata, il giudice ha il dovere di valutare se
la pratica del matrimonio forzato costituisca una realtà sociale
accettata nel paese di provenienza della parte richiedente;
peraltro, in tema di protezione sussidiaria, la costrizione ad un
matrimonio non voluto costituisce grave violazione della dignità
e, dunque, trattamento degradante che integra un danno grave,
la cui minaccia, ai fini del riconoscimento di tale misura, può
provenire anche da soggetti diversi dallo Stato, allorché le
autorità pubbliche o le organizzazioni che controllano lo Stato o
una sua parte consistente non possano o non vogliano fornire
protezione adeguata (Cass. Civ. sez. VI-1 n. 25873 del 18
novembre 2103). Infine, il diritto alla protezione sussidiaria non
può essere escluso dalla circostanza che agenti del danno grave
per il cittadino straniero siano soggetti privati qualora nel Paese
d’origine non vi sia un’autorità statale in grado di fornirgli
adeguata ed effettiva tutela, con conseguente dovere del giudice di
effettuare una verifica offici osa sull’attuale situazione di quel
Paese e, quindi, sull’eventuale inutilità di una richiesta di
protezione alle autorità locali (Cass. civ. n. 15192 del 20 luglio
2015).