Lo ha stabilito con l’ordinanza del 13 marzo 2015 il Presidente della Seconda sezione del Tribunale di Monza.

Si prevede dunque la possibilità di effettuare una CTU conciliativa anche nell’ambito dei rapporti bancari , per tutte quelle controversie in cui si ritiene che ci siano stati addebiti “illegittimi” su conto corrente (come ad es. di interessi usurari o anatocistici , cioè degli interessi sugli interessi maturati).

La sentenza richiamata ha colto anche l’occasione per offrire la propria interpretazione dell’istituto di cui all’art. 696 bis c.p.c., applicando il quale è possibile offrire un percorso conciliativo prima del processo, in tutte quelle liti dove l’accertamento tecnico possa permettere alle parti di arrivare ad un accordo; se la conciliazione non dovesse riuscire, ciascuna parte può chiedere che la relazione del perito sia acquisita agli atti nel successivo giudizio di merito.

Secondo la ricostruzione del Tribunale di Monza la domanda ex 696 bis c.p.c. può essere formulata anche in assenza dei presupposti necessari a promuovere ricorso per accertamento tecnico preventivo (ex art. 696 I comma c.p.c.) ossia periculum in mora e di fumus boni iuris.

Il Tribunale di Monza fa infine un’altra importante: la CTU conciliativa si applica anche nel caso di conti correnti attualmente aperti, perché – come spiega la sentenza – quando il conto è aperto il cliente trova soddisfazione nel ricalcolo del saldo, depurato di tutti gli addebiti nulli.

 conciliazione

26 maggio 2015

CONSULENZA TECNICA D’UFFICIO PER GLI ADDEBITI ILLEGITTIMI SU CONTO CORRENTE: SI PUO’

Lo ha stabilito con l’ordinanza del 13 marzo 2015 il Presidente della Seconda sezione del […]